RASSEGNA STAMPA

Il Pd guardi ai modelli della Puglia e di Lecce. Emiliano e Salvemini esempi vincenti per il Pd

03.02.2018

Intervista rilasciata a Emanuela Tommasi, pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno 

«Se il Pd farà il lavoro fatto da Emiliano in Puglia e da Salvemini a Lecce, non ci sarà vita per i cinque stelle. Ritroviamo il coraggio, nel nome della Puglia». Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera e capolista collegio plurinominale alla Camera, ha parlato della linea politico -elettorale del Partito democratico nella redazione della Gazzetta di Lecce, ieri mattina. Nel pomeriggio, ha presenziato ai lavori dell' assem blea provinciale.

Cominciamo a parlare della situazione nel centrosinistra e, per esempio, di D' Alema che sollecita Emiliano ad essere super partes e sostenere tutti coloro i quali sostengono il suo governo regionale.
«È una provocazione. Emiliano è il leader della minoranza del Pd e farà l' interesse del Pd. Ha troppa esperienza D' Alema per non capire che ci stiamo giocando la partita politica più importante degli ultimi anni. Noi in Puglia ci siamo raccontati un' altra idea di Pd e abbiamo vinto il congresso con quell' idea. E abbiamo il dovere di dimostrare che quell' idea è vincente. Anche la mia presenza nel Salento non è passeggera, ho intenzione di restarci e di rappresentare il Salento come ho rappresentato la Puglia in questi anni. Ripeto: capisco le provocazioni di D' Alema per la campagna elettorale, capisco tutto, ma ci sono giochini ai quali non ci prestiamo. Noi vinceremo le elezioni con un messaggio molto chiaro: chi vota Pd vota il modello Puglia, quello sul quale abbiamo messo la faccia per molte battaglie, anche non piegandoci e dicendo cose scomode. Vorrei dire con chiarezza che non abbiamo intenzione di fare i sudditi di nessuno. D' Alema farà la sua battaglia come noi faremo la nostra. Faremo scegliere agli elettori se vogliono continuare con il modello del passato o vogliono affidarsi ad una classe dirigente nuova. Lo dico senza polemica. Ho molto rispetto per D' Alema, ma dev' essere chiaro che chi non vota Pd sta facendo un' altra scelta».

Cosa vuole dire?
«Io sono uno di quelli che ha fatto di tutti per non fare la scissione, resto convinto che sia stato un grave errore. Se chi ha fatto la scissione fosse rimasto nel Pd, l' idea di sinistra sarebbe un' idea diversa. Continuo a pensare che se noi facessimo la sinistra non esisterebbero i cinque stelle. Noi siamo la parte del Pd che dice, e lo pratica, "mai alleanze con questa destra". Tra l' altro una destra impresentabile per i candidati e per la linea politica.
Io con la destra che ha in Puglia Scilipoti o la Ronzulli che non so da dove sia arrivata, per non parlare di alcuni impresentabili, o con Salvini che ci racconta dell' Europa da chiudere, dell' euro da buttar via, non vogliamo avere nulla a che fare. Posso dialogare su alcuni temi con il M5S, come già accaduto più volte quando hanno votato nostre proposte».

Tap e Xyella sono i due temi più importanti sui quali il Salento si confronta tutti i giorni. Cosa pensa?
«Nella vicenda Xylella credo siano state dette e sostenute cose delle quali mancava la valenza scientifica. A questo punto, bisogna usare il pugno duro, non c' è alternativa. Tutto quello che è contaminato va tolto. È difficile fare una valutazione diversa da quella radicale».

Su questo la Regione ha responsabilità, ci sono stati ritardi, qualcosa che si poteva fare e che non si è fatto?
«No, alla Regione sono state fatte vedere delle analisi e delle valutazioni, e la Regione su quello si è espressa. Noi, Governo, abbiamo messo sempre risorse a disposizione e tutte avevano una finalità: espiantare gli ulivi e ristorare gli imprenditori».

E Tap?
«È un progetto strategico per chi vede le politiche energetiche italiane partire da quel corridoio come centrali. La politica di cen trosinistra e la politica di questi anni ha portato l' Italia a prediligere quelle alleanze e quel corridoio. Ora, io pongo un tema: chi ha perorato l' investimento Tap sapeva anche che poggiava su equilibri internazionali che partono dal presupposto che quella strategia è alternativa all' approvvigionamento del gas dalla Russia. Vorrei avere la certezza che il centrodestra tutto unito nel caso di vittoria continuasse a perorare questa causa. Perchè se così non fosse, sarebbe un problema non da poco. Francamente non mi capacito del perchè, trattandosi di progetto strategico, non ci si è seduti al tavolo per l' approdo. Far passare emiliano come un "no Tap" è cosa abbastanza ridicola.
Come tutti i pugliesi, si rende conto della "strategicità" dell' opera. Ma aver buttato via questi anni è cosa che merita di essere analizzata. Si poteva raddrizzare il tiro».

Lei dice che non farà alleanza con la destra, in generale. Gli Usa sembra auspichino un governo Pd -Forza Italia. Cosa risponde?

«Non so che cos' è questa Forza Italia. Se guardo in controluce le liste mi ricorda la Jugoslavia. Francamente ci sono personaggi, all' interno, con i quali non prenderei nemmeno un caffè e pensare di fare un governo con quei personaggi, mi fa rabbrividire. Parlo di destra perchè secondo me la golden share, indipendentemente dal risultato, ce l' ha in mano Salvini, Le Pen in salsa celtica, indipendentemente dal risultato. L' unica persona coerente mi sembra la Meloni. Con quell' armata Brancaleone non ci farei alcun accordo».

Proprio l'altro giorno, a Lecce, il procuratore nazionale antimafia si è rivolto ai candidati dicendo che i politici non sono stati abbastanza chiari nel non chiedere il voto alla criminalità organizzata. Cosa si sente di rispondere a Federico Cafiero De Raho?
«Ho letto questo proprio sulla Gazzetta, e conosco molto bene il lavoro che fanno i procuratori della repubblica pugliesi, i quali, a loro volta, sanno molto bene quanto qui c' è una classe politica che ci mette la faccia e fa le battaglie contro la criminalità organizzata. Penso che non ci sia il politico da una parte e il magistrato dall' altra, penso che le istituzioni funzionano quando si tengono per mano. Non voglio polemizzare con il procuratore antimafia, ma i voti della criminalità ci fanno schifo, non li vogliamo, non li abbiamo mai voluti e condanniamo le forze politiche che non solo li prendono ma anche quelli che fanno finta che non ci siano e si girano dall' al tra parte. Dunque la ramanzina me la faccio fare dal presidente della repubblica e mi va bene sempre e comunque. A tutti gli altri chiedo collaborazione. Difendo la magistratura ma non posso farmi fare la ramanzina, perchè difendo la mia terra e i princìpi per i quali mi batto».

Lei ha detto che la destra non farà mai gli interessi della Puglia. Come può farli la sinistra? Come può farli il Pd, tenuto conto che ha da guadagnare il terreno, e i voti, a cominciare da Lecce, dove ha perso diversi punti, in un centrosinistra che ha vinto sostenendo Carlo Salvemini?
«Questa è la linea che vengo a riportare qui. La linea di Salvemini è quella vincente. Carlo vince perchè ricompatta la sinistra, con coraggio. L'Ulivo era nato così, molti hanno sottovalutato la fatica di mettere insieme la sinistra e le esperienze liberali, del cattolicesimo democratico eccetera, che non era alchimia politica, come molti sostenevano, sbagliando. Carlo vince allargando, se si fosse chiuso staremmo facendo un altro ragionamento. Ovviamente la sua credibilità è stata decisiva, quella di uomo che ha consentito di dire ai leccesi "crediamo in una stagione nuova". Che poi è lo stesso modo con il quale ha vinto Emiliano. Se noi facciamo il lavoro fatto da Emiliano in Puglia e da Salvemini a Lecce, non ci sarà vita per i cinque stelle. Non abdichiamo al "signore di turno". Si può ritrovare il coraggio, nel nome della Puglia».

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