RASSEGNA STAMPA

Emiliano può unire la sinistra

31.01.2017

Intervista rilasciata a Michele De Feudis, pubblicata su Il Tempo

«Michele Emiliano? È in grado di unire la sinistra italiana. Ci sono tanti protagonisti di primo piano tra chi non si riconosce nelle tesi di Renzi. Bisogna discutere su quale possa essere l'interprete migliore. Di sicuro nessuno ha la sindrome del Marchese del Grillo». Francesco Boccia, economista del Pd, presidente della Commissione Bilancio, considera il profilo del governatore pugliese aggregante per una larga fascia di elettori di centrosinistra distanti dal renzismo.

Onorevole Boccia, il congresso del Pd?
«È l' unico modo per riunire il partito, non ce ne sono altri».

Sulla convocazione si palesano poche certezze, però. C'è un rischio che si arrivi alle carte bollate.
«Le faccio una premessa».

Quale?
«Non riconosco più il mio segretario».

Perché?
«Nel 2012 era l'uomo della partecipazione del popolo, contestava e criticava quelli che riteneva potessero nascondersi dietro commi e statuti. Pensava che Bersani non lo facesse correre per la premiership. Ma si sbagliava: gli fu consentito di candidarsi solo dopo un appello fatto sui giornali».

Torniamo al congresso. Emergono tante ritrosie...
«È Renzi, oggi, che è "scaduto". Ha governato per tre anni e francamente qualcosa è successo.
È bloccato perché la fine del suo mandato non coinciderebbe con il momento che considera "ideale" per tornare al voto».

Qualcosa si muove nel Pd, anche nella maggioranza.
«Finalmente Matteo Orfini ha iniziato a correggere la rotta. L'obiettivo è aprire a maggio il congresso».

Ci sarà una mobilitazione dal basso per chiedere l'assise congressuale?
«Inevitabilmente. Se non convocano il congresso la reazione degli iscritti sarà immediata».

Quante visioni - mozioni di Partito democratico ci sono al momento in campo?
«C'è da un lato lo schema del Partito della Nazione di Renzi, alleato del Ncd, Verdini e Ap. L' ex premier vuole riproporre questo modello. E poi c'è un'area che auspica un centrosinistra unito, che punta alla coalizione con Sinistra italiana, le associazioni e i movimenti civici. Su questa piattaforma si ritroveranno in tanti».

Michele Emiliano sta valutando se scendere in campo come candidato segretario.
«Con generosità il governatore pugliese ha capito che è un momento tragico per il Pd. Il centrosinistra rischia di implodere, e perciò si è messo in gioco. Se stiamo fermi e consentiamo a Renzi di piegare il parlamento e ilPd al suo volere, facciamo dell' Italia quello che Orfini ha fatto a Roma. Lo schema è segnato».

La scissione può diventare un'ipotesi reale?
«Senza congresso è Renzi che fa una scissione dal suo elettorato e dal centrosinistra. Per questo ci vuole una resistenza, vera, sui valori. Come quella del 1945, ma in questo caso per difendere una visione autentica di centrosinistra».

Le posizioni di Renzi...
«Lo dico con chiarezza: la linea dell'ex premier su scuola, lavoro e banche è distante dal sentire del popolo democratico».

La Puglia di Emiliano è stata un laboratorio di un centrosinistra differente?
«È un modello, l'unica tra le regioni del Mezzogiorno cresciuta e percepita da tutti come un luogo dinamico del Sud. Emiliano svolge un ruolo senza dubbio aggregante anche con la società pugliese».

L'ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, ha commentato causticamente il declino di Renzi e delle "camicie bianche", i leader socialisti immortalati sul palco della Festa dell'Unità del settembre 2014.
«Non ho mai utilizzato le suggestioni del "fashion" per la politica né gli slogan al posto dei contenuti, non ci riesco... Alla velocità di Renzi continuo a preferire la mia lentezza».

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