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Dopo le province anche il Senato dei non eletti

11.03.2015

E Verdini principale alleato. Qualcosa non torna

“Il mio futuro? Nella mia cara Università. Ma siccome sono dentro questa vicenda storica ho il dovere di dire quello che penso e lo dico anche a quelli che in questi giorni mandano messaggi minatori sulle carriere. Con me hanno sbagliato destinatario. Possono mandare questi piccioni viaggiatori ad altri”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista a Libero.

Il vero significato politico del voto di ieri è “che Renzi va avanti per la sua strada senza porsi interrogativi e senza cioè chiedersi se la sua strada coincide con quella degli interessi del Paese. Il Senato rischia di trasformarsi, come le province, in un accrocco istituzionale. Le province ancora esistono e sono piene di consiglieri provinciali che nessuno ha eletto e continuano a fare delle attività che nessuno capisce. Però abbiamo fatto una riforma in velocità. Ora, se noi il Senato lo riempiamo di consiglieri regionali che nessuno elegge e che hanno anche la possibilità di esprimere un parere definitivo sui diritti degli italiani, facciamo soltanto un’altra riforma della velocità, la riforma del tweet. Il mio non voto a questa riforma esprime una speranza di cambiamento. Mi sono rimesso alla maggioranza del mio partito, restando però ancorato ai miei principi.

A questo punto il vero nodo politico resta l’Italicum che “non ho votato già la prima volta, così com’è è una legge elettorale che porta ad una stragrande maggioranza di deputati nominati, con le opposizioni composte interamente da nominati. La soluzione è quella di votare con le preferenze in tutti i territori e lasciare una quota, non superiore al 30% di indicati dalle segreterie di partito. Inoltre sarebbe corretto prevedere il premio di maggioranza oltre che alla lista unica anche alle liste che si apparentano al secondo turno. Anche Renzi ha sempre parlato della legge del ‘sindaco d’Italia’. Gli apparentamenti in caso di ballottaggio possono consentire a tutti intanto di sentirsi rappresentati e poi di misurarsi in un confronto centrosinistra-centrodestra”.

“Com’è noto – ha aggiunto Boccia - in Italia c’è una tendenza consolidata a salire sul carro di chi comanda, soprattutto in alcuni ambienti da cui io mi tengo lontano da sempre; ambienti normalmente non molto trasparenti e che lavorano sempre nel sottobosco della politica. Il rischio è che ci ritroviamo, dopo cinque anni di governo di un solo partito, con 1’80% degli italiani più o meno omologati a quel partito. Io spero che la si possa votare con tutto il Parlamento, M5S e Fi compresi. Non solo per un accordo tra PD e Verdini. Se dobbiamo votare l’Italicum da soli è bene che sia la legge elettorale del centrosinistra. Se dobbiamo invece votarla con pezzi di centrodestra ‘in nuce’ e pezzi di centro destra ‘in sonno’, ecco, questo modello non lo condivido”.

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