RASSEGNA STAMPA

Lavoro, obiettivo prioritario. Adesso riduciamo il cuneo fiscale

22.05.2013

da "La sottile linea rossa", il mio blog su l'Unità

Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Lavoro come obiettivo e come priorità di questo governo e della nostra attività parlamentare. (Dis)occupazione giovanile, riduzione delle tasse sul lavoro, maggiori tutele per chi, il lavoro, non ce l’ha più, perché ingabbiato da quel “mostro esodati” creato dalla recente riforma Fornero.

Lavoro e crescita sono temi prioritari per il Paese, lo sono stati per il PD in campagna elettorale, lo sono per il governo in carica, lo sono, quotidianamente nei lavori delle commissioni. Vedi i primi provvedimenti varati dal Coniglio dei Ministri: rifinanziamento della Cig in deroga per un miliardo tondo, l’aiuto immediato ai precari della Pubblica amministrazione, lo sblocco dei contratti di solidarietà, ma anche il “piano per i giovani” anticipato dal ministro Giovannini. Un ottimo inizio per chi, per dirla come il premier Letta, “il lavoro è il cuore del mio impegno”.

Servono, però, adesso, ulteriori passi avanti per ridar fiato ad una situazione che sta diventando sempre più esplosiva. Per questo voglio tornare su un tema, già affrontato più volte ma che oggi, credo, sia cruciale più che mai: la riduzione delle tasse sul lavoro. Perché  credo che, in questo preciso momento storico, sia un qualcosa non solo di possibile ma utile e necessario. Una riduzione del cuneo fiscale incentrata sulle detrazioni da lavoro dipendente e sulla fiscalizzazione degli oneri contributivi sui contratti a tempo indeterminato. Si tratterebbe di una misura orizzontale senza problemi di compatibilità europea ma che di fatto agevolerebbe donne, giovani e Mezzogiorno. Così com’è possibile dare un sostegno reale alle imprese con la riduzione delle aliquote Irap e Ires per quelle con base imponibile positiva e con incentivi rafforzati sulle start up innovative.

La diminuzione del costo del lavoro attraverso una radicale diminuzione dell’imposizione sul lavoro è un passaggio essenziale e deve essere un’ossessione per tutti noi. Le nostre imprese devono recuperare quel gap di competitività legato a vincoli e barriere tutti domestici dal costo dell’energia ad una diversa imposizione fiscale che in Italia è diventato insopportabile e grava tutto su lavoro e imprese.

Lavoro come priorità, quindi. Nel nostro Paese ma anche in Europa:”Torniamo a chiedere al governo un’iniziativa forte e determinata, anche attraverso i prossimi vertici Ue, per mettere il lavoro al primo posto dell’agenda”, ha detto ieri, a Napoli, il segretario Epifani. Sottoscrivo, in pieno.

Perché è evidente che quando si parla di lavoro nulla è mai abbastanza. Anzi, bisogna sempre pensare al passo successivo da compiere. Quindi, prossimi obiettivi: riduzione del cuneo fiscale e individuazione di tutte le misure che consentano di garantire una ripresa strutturale del mercato del lavoro.

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