RASSEGNA STAMPA

PD: pronta mozione pro-governo, serve Italia riformista, documento che guarda anche Renzi, a settembre iniziativa

20.08.2013
ROMA, 17 AGO - Le regole congressuali ancora non ci sono. Ne' e' chiaro se, nel caso in cui Silvio Berlusconi decidesse di staccare la spina al governo, la corsa alla leadership del Pd si trasformera' nella battaglia sulla premiership. Ma nel Pd, anche nella pausa di ferragosto, si avviano le grandi manovre per il congresso. E, a quanto si apprende, sarebbe quasi pronta la mozione congressuale che chiede al Pd ''di avere il coraggio di riconoscersi nell'impegno di Enrico Letta e di assumersi la responsabilita' politica di governarlo''.Una mozione gia' ribattezzata nei mesi scorsi pro-governo, mirata a blindare le larghe intese dalle ripercussioni di un congresso senza sconti e dalle ambizioni di Matteo Renzi. Ma in realta' il documento, promosso dal lettiano Francesco Boccia, sta raccogliendo, a quanto apprende l'ANSA, firme trasversali, tra i parlamentari eletti con le primarie e tra sindaci e amministratori, la maggior parte dei quali vedrebbe bene il sindaco di Firenze alla guida del Pd. A patto, pero', che sottoscriva il documento che punta a traghettare il paese, e il Pd, dopo il semestre europeo. Con l'obiettivo di fare quelle riforme indicate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, si legge nel documento, ''nel momento del tracollo non ha abbandonato la nave''. Il documento, che sara' presentato dopo l'assemblea di settembre con un'iniziativa a Sassano (Sa), sara' sottoposto a tutti i candidati alla segreteria. Che finora, in attesa che Renzi sciolga la riserva, sono Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella. Il premier Enrico Letta, a quanto si apprende, sarebbe stato informato dell'iniziativa ma l'intenzione del presidente del consiglio, salvo la situazione precipiti, sarebbe di restare fuori dalle manovre congressuali.Il nodo, attorno a cui ruota il documento, e' la mancanza di un vero riformismo nel nostro paese anche per colpa degli errori della sinistra. Che per tanti anni, tra continui e stancanti distinguo e antichi cliche', e' rimasta bloccata in un ''immobilismo che ha reso poco credibile un'intera generazione politica''. Ed e' la sfida a cambiare il Pd, a trasformarlo in un partito capace di cambiare le cose e non di conservare lo status quo in un istinto di autoconservazione, la mano tesa a Matteo Renzi con la speranza di un accordo tra Letta e il sindaco rottamatore che potrebbe candidarsi a premier nel 2015. Si vedra' solo con l'avvio del congresso se una tregua tra premier e sindaco e' possibile o se, anche viste le tensioni determinate dalla condanna di Berlusconi, tutto, anche nel Pd, e' destinato ad un'accelerazione. (Ansa)

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