RASSEGNA STAMPA

Vogliono solo il Paese federale

15.02.2019

Intervista rilasciata a Michele Cozzi, pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno

Francesco Boccia, economista, deputato pugliese del PD, qual è la posta in gioco sull'autonomia o regionalismo differenziato?

"Per gli italiani è la disarticolazione della Repubblica. Per lombardi, veneti e emiliani è avere altre risorse a disposizione, dimenticando il pasato. Il coordinamento della finanza pubblica è sancito dalla Costutuzione. Se si tenta di aggirarlo attuando l'art. 116, non garantendo i livelli essenziali di assistenza e soprattutto, se si decide di ripartire diversamente, le compartecipazioni ai triibuti, pretendo che vengano distribuiti gli indiuci infrastrutturali che penalizzano il Sud".

Non si parte dallo stesso punto di partenza e sulle infrastrutture il Sud arranca. E' questo il vulnus?

"L'alta velocità tra le grandi città del Nord è stata costruita anche con le tasse pagate dai meridionali. Peccato che con le stesse tasse, l'alta velocità al Sud non è stata costruita. Che facciamo? Andiamo a prenderci i binari?

Ma siamo nell'alveo o fuori dalla Costituzione?

"Siamo oltre. Se il testo sono le bozze della Regione Veneto, che prevede fino a 23 compartecipazioni e che, oltre alle funzioni anche una parte di 21 miliardi, con la truffa culturale".

Quale?

"Dicono che si prenderebbero le funzioni dello Stato. Ma avendo un Pil pro-capite più alto, significa che più aumenterà il reddito di quelle Regioni, piùaumenteranno le risorse a loro disposizione. Se è questo il disegno, si abbia il coraggio di dire che si intende creare un Paese federale".

Veneto e Lombardia sono a trazione leghista. Emiliano ci ha ripensato, ma a quel carro si è unita l'Emilia. C'è imbarazzo nel PD?

"Va precisato che una cosa è l'autonomia impositiva che è una battaglia di Emiliano, positiva, un'altra è la compartecipazione a tutti i tributi, che significa smontare le competenze dello Stato".

Come valuta la posizione dell'Emilia Romagna?

"Non condivido le posizioni di sudditanza culturale che ci sono in Emilia e Lombardia. Che ha già portato la classe dirigente del centrosinistra a fare quel pessimo Titolo V che oggi paghiamo. Penso che in questa fase congressuale sarebbe opportuno confrontarsi sulle ragioni della Repubblica italiana".

 

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