SPORT

Fuori la Juventus e CR7 dalle polemiche sui giochi

15.07.2018

Va regolato intero settore, anche online

"Luigi Di Maio sulla Juventus utilizza parole da bar sport, dimenticando di essere un Ministro della Repubblica. La pubblicità sui giochi non c'entra assolutamente nulla con l'acquisto di Cristiano Ronaldo, che rappresenta un'operazione sportiva e commerciale da calcio globale che arricchisce l'intero campionato italiano. Se proprio dobbiamo entrare nel merito, il provvedimento sui giochi non ha alcun senso rispetto alla presunta finalità del decreto chiamato dignità.

Se si vuole intervenire sul settore va fatto un intervento d'insieme sul gioco con misure chiare per le famiglie più in difficoltà a causa della ludopatia. Cancellare la pubblicità, spacciandolo come rimedio per la dipendenza da gioco e non intervenire sulle piattaforme on line internazionali, spesso fuori legge, o sulle slot irregolari è ridicolo, così come appare assolutamente chiara la mancanza di volontà del governo di regolare tutto il settore del gioco online, spesso clandestino, con pene e sanzioni durissime. Ogni volta che si va sui business on line, che sia gioco o raccolta pubblicitaria, i vertici del M5S perdono la voce o fanno depistaggio, alimentando dibattiti inesistenti. E va avanti così da circa sei anni, da quando tutto il movimento decise di schierarsi dalla parte dei giganti della rete che evadevano ed evadono anziché con i lavoratori e le piccole imprese.

Aizzare il polverone del gioco tirando in ballo la Juve che non c'entra assolutamente nulla, e addirittura l'acquisto di Cristiano Ronaldo, non solo è scorretto oltre che gravemente falso, ma conferma l'orizzonte asfittico e spesso solo propagandistico della politica economica di questi primi provvedimenti del governo Conte". Così Francesco Boccia, deputato PD e presidente dello Juventus club Parlamento.

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