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Embraco rispetti l'Italia o a pagare sarà Whirlpool, la controllante

22.02.2018

La dignità del lavoro è un valore prioritario

"Sulla vicenda Embraco serve uno Stato forte in un'Europa forte e coraggiosa. Abbiamo già affrontato gli effetti distorsivi delle politiche delle multinazionali più spregiudicate e lo faremo ancora. Senza sconti. Negli ultimi tempi la nostra agenzia per lo sviluppo, Invitalia, ha affrontato risolvendoli i casi Alcoa e Ideal Standard. È inammissibile che nell'Unione europea ci siano regole fiscali diverse in ogni paese e non possiamo certo risolvere tutto con i dazi farsa di Salvini o con l'autarchia. La globalizzazione si regola sempre e senza paure. Per far questo serve una classe politica all'altezza, che non si nasconde di fronte alle responsabilità perché abituata a lavorare negli stabilimenti e per strada.

Nel 2013 abbiamo approvato una norma che rivendichiamo: chi chiude un'azienda senza giusta causa, avendo usufruito di risorse pubbliche, quelle risorse deve restituirle e non può averne altre. La Slovacchia deve avere le nostre stesse regole e su questo l'intervento della Commissione è necessario. Detto questo, Embraco è controllata da Whirlpool e l'azienda controllante che è un'azienda seria non può non risponderne. Come sanno i vertici hanno in ballo dei contratti di sviluppo.

Non esiste che si faccia finta di nulla, è ingiustificabile la chiusura m, in questo modo, di uno stabilimento che ha fatto solo nell'ultimo anno 20 milioni di utili. Dicono che l'azienda è quotata a New York? Lo stabilimento è in Italia e rispondono in Italia delle loro mancanze". Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e capolista a Montecitorio nel collegio plurinominale del Salento, in diretta a L'aria che tira, su La7.

 

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