SPORT

L'Antimafia si occupa della Juve o delle organizzazioni criminali?

24.03.2017

Intervista rilasciata a Lorenzo Bettoni, pubblicata su Ilbianconero.com

 

Il campionato è fermo ma in casa Juve non si abbassa mai il livello di guardia tra la doppia trasferta di Napoli (che potrebbe essere vietata ai tifosi bianconeri) fino alla questione legata ai biglietti dello Juventus Stadium e che ha visto il rappresentante legale della Juventus Luigi Chiappero parlare ieri di fronte alla Commissione Antimafia. IlBiancoNero.com ha avuto modo di parlare in esclusiva con Francesco Boccia, parlamentare Pd e Presidente dello Juventus Club Giovanni Agnelli Camera-Senato.

Onorevole Boccia, che idea si è fatto in merito alle voci sui presunti contatti tra il Presidente della Juventus Andrea Agnelli e alcuni esponenti della malavita organizzata?
“Il tema è uno e uno solo e mi sono espresso più volte anche a costo di non essere d’accordo, come non sono, con alcuni colleghi della Commissione Antimafia. Sono invece estremamente d’accordo con la posizione assunta da Manfredi ed Esposito sempre in Antimafia. Io faccio un altro mestiere, sono Presidente della Commissione Bilancio, ma dico sempre che i colleghi dovrebbero occuparsi delle cose di cui sono competenti. Non ho capito ancora se (la Commissione Antimafia ndr) si sta occupando della Juve o delle organizzazioni criminali. Se si stanno occupando delle organizzazioni criminali e delle infiltrazioni negli stadi, è una cosa nobile e spero di verificare presto un’analisi puntuale e approfondita di ciò che accade in tutte le curve italiane. Una cosa è certa: se c’è una squadra in Italia che ha uno stadio che consente di mappare ogni metro quadrato, sapendo chi entra e chi esce, questa è la Juventus”.

Mentre a proposito dei presunti contatti di Agnelli…
“Altra cosa molto certa è che il Presidente Agnelli può anche avere avuto rapporti con tifosi ma io escludo al 100% che potesse sapere cosa quei tifosi facessero nella vita privata. Il problema di fondo è questo: si vuol mettere sul banco degli imputati il Presidente della Juventus perché si crede che avesse rapporti con gente affiliata a organizzazioni criminali. Questa cosa però non c’è, non è provata e non esiste. Io guardo a quello che scrive la Procura di Torino che, fino a prova contraria, ha aperto un’indagine. Poi, siccome siamo tutti garantisti, la persona citata, questo signor Dominiello, non  i pare che sia stato condannato per associazione mafiosa e in ogni caso non c’è assolutamente traccia che il Presidente Agnelli fosse consapevole delle relazioni sociali che questa persona avesse”

Il rapporto tra criminalità organizzata e curve però esiste. Che ne pensa?
“Stiamo parlando di una vicenda che anche per il brand che la Juve ha sta facendo il giro del mondo e io semplicemente penso che il paese nel suo complesso, compresi i rapporti tra criminalità organizzata e territori abbia problemi molto ma molto più seri. Detto questo auspico che la Commissione faccia i propri approfondimenti e se il contributo che darà al paese dovesse essere quello di valutare come nelle curve possano incentrarsi delle organizzazioni criminali, questo sarà il benvenuto. Da questo punto di vista penso che il primo che possa dare il suo contributo sia proprio il Presidente Agnelli come mi auguro che lo facciano tutti i presidenti di quelle società che, soprattutto al sud, nelle curve hanno problemi molto seri e lo dico da uomo di sport e meridionale. Spero che presto ognuno torni a fare bene il lavoro che sa fare”.

E sulle intercettazioni?
“Sottolineo di aver letto sui giornali di intercettazioni che pare non esistano. Non quelle uscite ieri sera, quelle sono postume. Resto alle cose che ho letto dai componenti della commissione Antimafia Manfredi ed Esposito. Se è vero che non esistono le intercettazioni di cui si parla da giorni sarebbe una cosa molto grave. Lo dico anche per il mondo dell’informazione che ha discusso per giorni di una cosa che non esiste.”

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