RASSEGNA STAMPA

Il rinvio della manovra? Un errore da evitare

20.10.2016

Intervista rilasciata a Mario Sensini, pubblicata sul Corriere della sera 

ROMA La riforma della legge di bilancio, con il nuovo calendario, porta la sua firma. E Francesco Boccia, Pd, presidente della Commissione di merito della Camera non nasconde un po' di delusione.
«Serviva anche ad evitare l'ipocrisia dei Consigli dei ministri che varavano la manovra e la inviavano in Parlamento dieci giorni dopo».

Invece le cose non cambiano...
«Speriamo non sia così. Altrimenti partiamo col piede sbagliato, ma non lo dico per fare il rigorista sui tempi. Se vogliamo che il Paese cambi i primi a rispettare i termini e la parola dobbiamo essere noi rappresentanti delle istituzioni. Se un cittadino manca una scadenza con lo Stato paga dazio...».

La legge è stata varata salvo intese, qualcosa va aggiustato...
«Tra i Consigli dei ministri di Prodi e Padoa-Schioppa che duravano 13 ore e i via libera alla copertina della manovra, di tremontiana memoria, preferisco i primi».

Nel merito, le piace la manovra?
«Il taglio delle tasse va bene, era meglio se si riducevano quelle sul lavoro aumentando le rendite. E non mi piacciono le scorciatoie, come l' operazione sui contanti».

La rottamazione delle cartelle?
«La proposi io due anni fa. Ma non capisco il decreto. Poteva stare nel ddl di bilancio. La riforma impedisce misure localistiche e settoriali, non quelle che impattano sui conti, come si dice faccia questa».

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