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Flat tax? No demagogia. Confronto di merito dimostra differenze tra destra e sinistra

05.06.2015

“Ridurre le imposte è un imperativo del Partito Democratico e di questo governo e per noi la progressività è un valore irrinunciabile. Le suggestioni e la propaganda politica sono una cosa, il merito e il funzionamento del fisco, un'altra. I confronti come questo di oggi, a Napoli, sono molto utili perché si riesce ad entrare nel merito delle questioni e sono un vero terreno di confronto comune”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, durante il confronto “Flat tax – La Rivoluzione possibile”, organizzato nel capoluogo campano dalla Fondazione della Libertà.

“Intanto – ha aggiunto Boccia - parlare di fisco moderno, ignorando l'incidenza dell'economia digitale, rischia di essere un'amnesia dannosa; detto questo, resto convinto che vada disgiunto il ragionamento su semplificazione, semplicità e riduzione complessiva delle imposte, su cui siamo tutti d'accordo, da Flat Tax o imposte progressive”.

“In un Paese equo si redistribuisce reddito e benessere con la tassazione progressiva e un buon sistema di welfare. Noi oggi abbiamo il dovere di ridurre a 3 le aliquote, alzando la soglia della ‘no Tax area’, garantendo moderni modelli redistributivi; la propaganda leghista che porta alla tassa unica del 15% rientra nella sfera della demagogia a buon mercato. Pur non condividendo il principio di una tassa unica con delle differenze sulle detrazioni possibili, tema di questo confronto, lo rispetto ma con il lassismo fiscale non si va lontano. È, invece, necessaria una riduzione delle imposte e una maggior semplificazione, in modo da difendere da sinistra il principio cardine della progressività.

Del resto – ha concluso il presidente della commissione Bilancio - in questo confronto sono emerse, molto opportunamente, le differenze salutari di una differente cultura di fondo sul rapporto tra mercato e società, tratto che contraddistingue la destra dalla sinistra. E in questo senso i confronti dei centri di ricerca e delle fondazioni restano molto molto utili”.

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