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Poste: Privatizzare sì, ma governo valuti slittamento a 2015

02.07.2014

“Se obiettivo è solo far cassa meglio vendere qualche decimale Enel o Eni"

“Seria e lucida la relazione fatta oggi in commissione Bilancio dal nuovo AD di Poste, Francesco Caio, nell’ambito del ciclo di audizioni sul piano di privatizzazioni elaborato dal governo”. Lo dichiara Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, al termine dell’audizione di Francesco Caio, AD Poste, in commissione Bilancio.

“Siamo tutti d’accordo nel dire ‘privatizziamo’ ma serve una strategia e una visione chiara su cosa si vende, come e perché. E se ci sono questioni connesse alla liberalizzazione di alcuni mercati è opportuno affrontarle prima della privatizzazione. Il ministro Padoan ha fatto riferimento a un programma di privatizzazioni relativo ad alcune aziende statali che vale lo 0,7% del Pil all’anno, l’obiettivo è solo far cassa o ci sono anche politiche di sviluppo? Sulle privatizzazioni – ha detto Boccia durante l’audizione di Caio in commissione Bialncio - non possiamo permetterci errori. Sarebbe meglio, quindi, allungare i tempi, pensando anche al 2015, piuttosto che operare male. Il governo valuti seriamente, dunque, uno slittamento dei tempi per una corretta privatizzazione, sarebbe, infatti, un errore madornale se si dovessero vendere quote di aziende strategiche solo per far cassa".

"Non va sottovalutata – ha aggiunto Boccia - l'importanza strategica per Poste della capillarità della rete su tutto il territorio nazionale, e mi riferisco ai nuovi servizi che possono accelerare la modernizzazione del Paese, oggi più volte auspicata dallo stesso Caio per il processo di liberalizzazione e privatizzazione di alcuni servizi e attività di Poste”.

“Se dobbiamo privatizzare Poste? Sì, - conclude - ma con tempi diversi. Se l’obiettivo è solo far cassa a breve termine allora è meglio vendere qualche decimale sui mercati di Enel, ENI o di altre aziende pubbliche già quotate”.

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