RASSEGNA STAMPA

27.06.12 - CRISI: VERSO CONSIGLIO UE, POLITICI TRA EUFORIA DA EUROPEI E PANICO DA EURO, SPETTRO GRECO ESORCIZZATO DAL PALLONE - BERSANI, CON LA MERKEL CE LA VEDIAMO IN OVERTIME

27.06.2012
Roma, 27 giu. (Adnkronos) - Domani non e' un altro giorno. E al contrario del fatalismo ottimistico di Rossella O'Hara, alla vigilia del Consiglio europeo poche volte si e' assistito nei Palazzi della politica allo spettacolo di una certa apprensione per gli esiti di un summit del Vecchio Continente. Un'Europa scossa da sottili spinte ad un conflitto incruento solo perche' combattuto, a differenza della guerra di secessione americana in 'Via col vento', essenzialmente a colpi di spread, indici, quotazioni, rendimenti. La semifinale, ancora domani, con la Germania aiuta a buttarla un po' sullo scherzo, ma la partita fondamentale stavolta si capisce che non si gioca su un rettangolo verde e ben rasato, ma sul terreno lungo e impervio degli impegni assunti nell'eurozona. Con il convitatodi pietra, eppure ben presente in tempo reale, dei mercati che dispensano incoraggiamenti o condanne. "Non vogliamo vedere i falo' davanti alle banche e la gente inviperita nelle piazze" dice il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, che suggerisce agli euroscettici di darsi una calmata. Indubbiamente, lo 'spettro' greco viene in qualche modo esorcizzato con le immagini 'taumaturgiche' dei precedenti favorevoli agli Azzurricontro la Germania. E infatti prova a sdrammatizzare il segretario del Pd Pierluigi Bersani: a chi lo provoca dicendo che al momento sembra che il match tra Angela Merkel e Mario Monti sia sull'uno a zero per la Cancelliera, replica che "con la Germania andremo ai tempi supplementari e vedremo". Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd alla Camera, si dice "sereno e determinato, come sara' Monti a Bruxelles'. Abbiamo fatto -spiega all'Adnkronos- tutto quello che era nelle nostre possibilita', abbiamofatto i compiti a casa e lezioni non ne prendiamo da nessuno, nemmeno dalla Germania". "Certo -prosegue Boccia- sara' una partita da giocare con i parastinchi, sara' un match duro, ma Monti sa di avere alle spalle gran parte del Parlamento e del popolo italiano. Noi gli abbiamo consigliato di usare l'arma mai usata fino ad ora, quella de veto, se chi deve comprendere le ragioni del governo italiano non dovesse farlo, e mi riferisco ovviamente alla Germania". Ottimista la presidente dell'Assemblea del partito, Rosy Bindi: "sono fiduciosa. Domani mi aspetto una doppia vittoria, in campo politico e in campo sportivo". Riccorre anche lui alla memoria calcistica Pasquale Viespoli, capogruppo di Coesione nazionale a palazzo Madama: "M'e' capitata una vecchia foto di Angela Merkel con Romano Prodi nello stadio di Dortmund. Beh, ricordo gol messo a segno da Grosso. Ecco, spero che a Monti riesca il 'colpo Grosso'". Ossia 'piegare' il capo del governo tedesco alle ragioni della crescita senza troppi se e ma. Un vecchio ammiratore della Cdu tedesca come Rocco Buttiglione si dice "sereno perche' abbiamo lavorato bene ed otterremo buoni risultati". Merkel, comunque, per il presidente dell'Udc, "ha ragione:chi accetterebbe di garantire il debito a chi continua ad accumularne? Servirebbe un'autorita' che decida sui bilanci dei singoli Paesi. Nel progetto di Van Rompuy c'era il ministro delle Finanze europeo, ma nonsi possono affidare i bilanci ad un burocrate: occorre un potere sovrano, e questo non puo' che essere rappresentato dagli Stati Uniti d'Europa, che erano il punto di arrivo di un processo partito con la nascita della moneta unica. Poi il percorso si e' interrotto, ma e' indispensabile ripartire da quel progetto e portarlo a termine". In sintonia con Buttiglione e' l'aspettativa del vice presidente di Fli, Italo Bocchino: "Vivo con una certa preoccupazione l'attesa per il vertice europeo di Bruxelles, perche' l'Europa sta vivendo oggettive difficolta'. Ma, al tempo stesso sono tranquillo sapendo che la questione e' nelle mani di uno come Monti, tra le voci piu' autorevoli in Europa. In ogni caso, o c'e' uno scattodi reni verso gli Stati Uniti d'Europa, oppure le cose saranno sempre difficili come in questa fase". E la responsabile Esteri di Fli, Barbara Contini, esperta di situazioni difficili con il suo passato da Governatore di Nassirya, aggiunge un elemento di ottimismo: "Per la prima volta in anni abbiamoun presidente del Consiglio che domina i problemi, conosce gli interlocutori con cui discuterne ed e' stimato in Europa. Una congiunzione unica che si unisce al fatto che ci presentiamo all'appuntamento come coloro che hanno fatto i compiti a casa. Insomma, chi ha realizzato le riforme avra' piu' chances di farsi ascoltare e di far valere certe ragioni". Di "passaggio piu' serio e importante dell'ultimo ventennio" parla Pino Pisicchio (Api), che ammette l'esistenza di una "grande attesa e grande preoccupazione" pvisto che "e' in gioco non solo la sorte dell'euro ma anche la sorte dell'Europa stessa. Mentre non e' indiscussione -argomenta- il governo italiano che trova la sua legittimazione nella missione del riequilibrio dei conti". Il rischio e' che non si faccia un passo avanti ne' un passo indietro" ossia "un pareggio che non serve a nessuno. Per sdrammatizzare -conclude- si puo' ipotizzare la mossa del cavallo: dire alla Merkel di uscire dall'euro e di assumere la dracma come moneta... tornando seri, pero',la situazione e' dura...". E' dura, conferma l'ex sottosegretario agli Esteri(e, nelle vite politiche precedenti, ministro dell'Interno e ministro del Lavoro) Vincenzo Scotti: "Tutti aspettano che qualcuno tolga le castagne dal fuoco, ma questa rischia di essere l'attesa di Godot. Le posizioni dei singoli Paesi sono chiare e i mercati non fanno riferimento ai desideri ma alla realta'". Sfiduciato, dunque? "No, nonsfiduciato. Piuttosto, realista. E c'e' da esserlo, perche' non si puo' vivere di desideri lasciando che siano altri a prendere le decisioni". Per Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, in effetti c'e' poco da scherzare: "Sono preoccupato, come tutti quando si carica di tali e tante aspettative, di tensioni, un vertice di questa importanza. Perche' c'e' la consapevolezza che se poi le cose non vanno per il verso giusto, i mercati ci puniscono. E i mercati ci sono, purtroppo...". Ma il Pdl parla con accenti diversi. Per esempio,Raffaele Fitto (Pdl) si dice "fiducioso" perche' "abbiamo fatto tutto quello che l'Europa fin qui ci ha chiesto di fare. Responsabilmente abbiamo votato quattro fiducie su un provvedimento rispetto al quale abbiamo manifestato piu' di una perplessita'". Il vice presidente della Camera Maurizio Lupi si rifugia nella saggezza popolare: "Sono convinto che la speranza sia l'ultima a morire, e sono anche speranzoso". Il senatore questore del Senato, Angelo Maria Cicolani, se la ride se qualcuno gli domanda se quello didomani sia l'ora 'x' del calendario Maya o l'alba di una nuova era: "Metterla cosi' mi ricorda la reazione di Fantozzi alla Corazzata Potemikin... Certo, sara' un appuntamento importante, ma la vera postain gioco e': l'Europa fara' dei passi avanti?". Per Raffaele Lauro il rischio e' che "ci si debba pentire di aver dato retta, per le ostilita' anglo-francesi all'Unione politica, a chi propugnava che fosse preceduta dall'Unione monetaria". Un altro pidiellino di lungo corso come Luigi Ramponi mette in guardia: "Non carichiamo Monti di eccessive responsabilita'. Perche' poi si creano aspettative che, se deluse, rischiano di indebolirlo. E ricordiamoci che, alla fine, oltre al ruolo di Napolitano, ce l'abbiamo messo noi a palazzo Chigi...". Fuoridal cono di maggioranza 'Abc', Idv e Lega sparano a zero. Luca Paolini(Lega) e' pessimista: "Mi auguro che dal vertice giungano buone notizie per il bene del Paese e della sua economia, ma non ci spero. E' l'impianto complessivo dell'Europa che non va, un impianto debole enon democratico. E l'intransigenza della Germania e della Merkel si aggiunge a questo dato negativo". A palazzo Madama l'ex ministro Roberto Castelli non ha dubbi: "Vedo che solo ora autorevoli commentatori si sono accorti di cio' chediciamo da 12 anni: aver fatto un'Europa senza dazi doganali e senza una tutela del proprio sistema produttivo ha prodotto solo deindustrializzazione e impoverimento dei lavoratori. E dobbiamo sentirci dare da Obama i suggerimenti su come uscire dalla crisi, dopoche ci siamo entrati per responsabilita' americane". Antonio Borghesi, vice capogruppo Idv alla Camera, si augura che"dal vertice esca il salvataggio dell'Euro, ma che soprattutto esca laconsapevolezza che si deve andare con decisione verso un unione politica dell'Europa. E' da questo obiettivo che si deve partire, piu'che dall'Unione bancaria e fiscale. Si deve andare verso una cessione di sovranita' da parte di tutti e ci deve essere piu' solidarieta' da parte di quei Paesi che stanno meglio". Apocalittico il senatore dipietrista Elio Lannutti: "Stiamo vampirizzando la democrazia cedendosovranita' a 'cose' misteriose come Bce, fiscal compact e Meccanismo europeo di stabilita'. E' questo che vogliamo per i nostri giovani?".

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