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Dalla Commissione UE sull'elusione digitale servono fatti. Imporre in Europa la stabile organizzazione

10.08.2017

"Credo che la Commissione Europea abbia avuto tutto il tempo per fare convegni, riflettere ed elaborare una proposta che metta finalmente sullo stesso piano, dal punto di vista fiscale, il mondo online e quello offline. Dalla Commissione e dall'Ecofin del 15 settembre servono risposte e proposte concrete, non l'elenco di buone intenzioni corredato dall'immancabile documento finale in cui si rinvia tutto per la consueta gioia dei vertici delle Over the Top. Rinviando come sempre ogni decisione e nascondendosi dietro la regola dell'unanimità degli stati, anche oggi richiamata nel dibattito, l'Europa si è ridotta ad essere il colabrodo fiscale dell'economia al tempo del digitale.

Bene la prese di posizione di Francia e Germania, anche se l'Italia per gettito recuperati in questi anni anche attraverso l'applicazione del ruling e delle procedure attivate ha ottenuto grazie alle inchieste della GDF, della procura di Milano e dell'agenzia delle entrate i risultati migliori di tutti in Europa.

E mentre in Francia molte multinazionali del web continuano a dichiararsi non stabile organizzazione, in Italia hanno dichiarato di essere stabili e oggi iniziano a pagare le imposte come tutte le imprese, a partire da Google. Chi dice risolveremo tutto in sede internazionale deve dimostrare di avere un'idea di come si fa. Fino ad oggi questa dichiarazione ha coinciso con la volontà di prender tempo.

La strada maestra resta quella del superamento definitivo del concetto di 'non stabile organizzazione'. Lo spartiacque è questo: chi vuole tenere in vita questo concetto che corrisponde con l'idea di pagare le imposte dove si preferisce (dirette e indirette) fa da sponda allo strapotere delle Over the Top.

Chi vuole superarlo fa gli interessi dei contribuenti italiani ed europei per una moderna equità fiscale. Tutto il resto è ipocrisia e danni che si sommano ogni giorno sui bilanci degli Stati membri". Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera che dal 2013 si batte per una webtax globale e per il superamento del concetto di non stabile organizzazione che le multinazionali del web continuano a difendere.

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