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Ilva, su Antitrust, esuberi e ambiente avevamo ragione noi

08.05.2018

Trasparenza massima nelle procedure

“Purtroppo avevamo ragione noi. Tutte le nostre domande sono rimaste senza risposta e soprattutto tutti i nostri dubbi si sono rivelati fondati. Era necessario modificare il modello di produzione dell’acciaio da parte di Ilva, inserendo Taranto in un quadro di politiche europee sostenibili anche sul piano ambientale.

La decarbonizzazione non era un totem o una bandiera ecologica mia, di Emiliano e della Puglia intera che ama Taranto, ma frutto di altre proposte scartate senza adeguate motivazioni. Si è scelta, per motivi ancora ignoti, una strada ricca di ostacoli ambientali e industriali. I problemi che ci sarebbero potuti essere con l’Antirust europea erano noti ed erano stati tutti segnalati da noi, ma ci fu risposto che Mittal e Marcegaglia erano il giusto mix.

Ora che, invece, il gruppo Marcegaglia viene obbligato ad uscire dalla società che compra l’Ilva, la domanda nasce spontanea: si poteva prevedere? Ebbene sì, io ed Emiliano lo avevamo previsto pur non frequentando via Condotti, ma avendo fatto esperienza sulla strada, sui marciapiedi di periferia. Vendere sette stabilimenti e garantire quegli esuberi trasforma l’operazione in un conflitto tra poveri”. Così Francesco Boccia, capogruppo PD in commissione Speciale alla Camera, in un’intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

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