RASSEGNA STAMPA

Il premier Gentiloni si comporta da uomo di Stato. Il sindaco ringrazi lui e il Pd

17.03.2018

Intervista rilasciata a Paolo Cuozzo,  pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno 

Da presidente della Commissione Bilancio della Camera, il dem Francesco Boccia ha coordinato i lavori che hanno portato all' approvazione del cosiddetto «Spalmadebiti», provvedimento che è andato in soccorso del Comune di Napoli consentendogli di poter rientrare con il disavanzo pubblico in vent' anni e non più in dieci. Ed è solo uno dei tanti provvedimenti targati-Pd che hanno aiutato Luigi de Magistris. Il quale, però, sulle battaglie contro il Pd ha costruito parte della sua carriera politica. In passato come adesso che si appresta a virare verso la Regione Campania come possibile candidato nel 2020, avendo nel mirino Vincenzo De Luca che è pur sempre del Pd. Eppure, per input del premier Gentiloni, uno dei volti più autorevoli del Pd, il governo ha aiutato l Comune di Napoli sbrogliando la matassa dei vecchi debiti con il Consorzio Cr8, con lo Stato che ha accettato di accollarsi il 77% dei debiti che hanno portato al pignoramento della cassa comunale.

Boccia, è così?
«Gentiloni ha fatto una cosa da uomo di Stato e da galantuomo. De Magistris, da sindaco di Napoli prima ancora che da uomo politico, gliene dia atto. E lo dica con chiarezza ai napoletani».

In realtà, il sindaco ha ringraziato Gentiloni per la correttezza istituzionale. Forse, però, il sindaco dovrebbe ringraziare anche altri pezzi del Pd per il sostegno avuto in questi anni? Tra i quali lei.
«In privato, ho dato atto a de Magistris della sua correttezza, perché mi ha ringraziato. Mi auguro però ora, dopo tutto quello che è successo, che si possa reciprocamente ammettere che il Pd, in questi anni, Napoli non l' ha mai lasciata sola pur essendo all' opposizione in città».

Sblocca pagamenti, Bagnoli, Patto per Napoli, Spalmadebiti e, ora, debiti del Cr8: sono stati molti gli interventi di questo governo a sostegno di Napoli.
«Diciamo che molti di questi provvedimenti non erano esclusivamente per Napoli ma per tutto il Paese. Ovviamente, nel caso dello Sblocca pagamenti, che ho avuto modo di seguire in Commissione Bilancio, c'erano città come Napoli che facevano più rumore delle altre».

Eppure i toni del sindaco nei vostri confronti non sono mai stati teneri.
«In questi anni, il Pd, in particolare modo il centrosinistra che ha avuto responsabilità di governo, e ci sono prove oggettive, ha lavorato per evitare che ci fossero deflagrazioni connesse alla finanza locale. E le città del Sud più indebitate sono state salvate. Compreso Napoli. E questo è un fatto ineludibile».

Eppure il sindaco, ma anche gli elettori del Sud, non ve lo hanno riconosciuto.
«Ed è un vero peccato. Perché onestà intellettuale vorrebbe che ciò venisse riconosciuto non solo al Pd ma all' intero centrosinistra. Ribadisco, però, che sia in privato che in alcuni contesti istituzionali, de Magistris lo ha fatto, ci ha ringraziati. Forse dovrebbe farlo in maniera più palese».

Napoli, ma anche il resto della Campania, la Puglia, la Sicilia, la Basilicata vi hanno voltato le spalle con l' ultimo voto. Come mai?
«Non sono state recepite le nostre azioni semplicemente perché a quegli interventi occorreva dare strumenti di attuazione e contrasto a povertà e diseguaglianze nel Sud. Erano necessari interventi forti sui gap tra il Sud e il resto di Italia che però non si sono visti: penso a scuole, università, aeroporti. Per quanto riguarda il risultato dell' M5s, poi, credo vada studiato: perché nemmeno la Dc di De Gasperi, per parlare della Campania, superava il 50 per cento».

Questo per l'oggi. Per domani, invece, a Napoli, il Pd da dove intende ripartire?
«Il Pd al Comune penso abbia chiusa una stagione. Abbiamo peraltro anche la certezza che de Magistris non si ricandiderà e mai come ora il Pd deve tornare alle radici».

Quali, scusi?
«Quelle di una riconnessione con le diseguaglianze che ancor restano, una visione della città che purtroppo non è stata trasmessa».

Poi, però, accadono cose come la segreteria provinciale che finisce in rissa.
«Esatto. Cose che danno il senso dell' inadeguatezza della classe politica di un certo Pd. Invece che sottolineare l'inadeguatezza del centrodestra, si litiga e si perdono voti. Invece serve dare ascolto alle tante associazioni no profit, culturali, alla borghesia napoletana che, diciamo, crede e ha creduto nel Pd, e che la stessa Valeria Valente ha provato a riconnettere ma che ci ha voltato le spalle. Ma, soprattutto, che al centrodestra nemmeno guarda».

Sta parlando del fatidico lanciafiamme a cui pensava Renzi, insomma?
«Sto dicendo che o si fa il partito degli ultimi o non si fa il Pd. Bisogna includere. Il Partito democratico ha una strada straordinaria davanti perché al centrodestra, con il suo leader Salvini, non interessa nulla del Sud. A Salvini importa solo della Lombardia e del Veneto dove rappresenta gli interessi economici a cui fa riferimento e che puntano su di lui».

Così però va su un'altra strada: cosa deve fare invece il Pd per rientrare in partita?
«So che è dura da dire, ma in una città come Napoli devi allargare il campo, e lo dico da amico di Valeria Valente».

Valente? Cosa c'entra?
«Mi spiego: se de Magistris ha il dovere di ammettere quello che noi abbiamo fatto per la città, servirebbe una politica che avesse l'umiltà di ammettere anche le cose condivise, cioè quelle fatte dal sindaco. Altrimenti, a fare la politica dello scontro restano solo macerie».

Quindi sta dicendo che la Valente sbaglia modo di fare opposizione?
«No, affatto. Anche perché ritengo fisiologico che chi fa il candidato sindaco prenda una posizione dura e contraria. Dico solo che se c' è però qualcosa da condividere, va fatto. Per il resto, e questo lo dico a de Magistris che l' ha attaccata, sono personalmente testimone del fatto che Valeria Valente si è molto impegnata durante la manovra con lo spalmadebiti. Ed è sbagliato non riconoscerglielo».

Invece il sindaco l'ha accusata di aver fatto di tutto per non aiutare Napoli?
«Sbaglia. Di sicuro, in quei giorni c'è stato un corto circuito e, non lo nascondo, c'erano tensioni in una parte del governo. Però sono testimone del fatto che lei ha dato una mano positiva e costruttiva, direi anche decisiva in alcuni momenti».

E quindi il lanciafiamme?
«Dopo stagioni così, penso che al prossimo congresso cambieranno molti volti. A Napoli come a Roma, ovviamente. Largo ai giovani e, quelli come noi, devono aiutare questo passaggio. Ho molta fiducia nei giovani. Soprattutto quelli digitali».

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