RASSEGNA STAMPA

Appoggio esterno e niente poltrone, si può fare

07.03.2018

Intervista rilasciata a Marco Iasevoli, pubblicata su Avvenire 

Allora, Francesco Boccia, appena confermato deputato del Pd: come si fa un governo M5S-Pd?

Alt, fermi i motori. Io ed Emiliano non abbiamo mai parlato di un governo del Pd con M5S. Non esiste. Esiste che gli italiani ci hanno mandato all' opposizione. Noi diciamo un' altra cosa.


Ci spieghi...
Se il capo dello Stato dà il mandato a Salvini, è evidente che pur scavando nelle sue idee non troveremmo l' 1 per cento dell' idea di società che abbiamo noi. Dall' Europa alla Fornero all' immigrazione. Se invece il mandato ce l' ha Di Maio, allora dobbiamo ascoltare, valutare.


Su quale punto il Pd potrebbe convenire? Sinora M5S ha lanciato i tagli alla politica e il vincolo di mandato. In agenda hanno reddito di cittadinanza, famiglia e impresa...
Sul vincolo di mandato io non sono d' accordo con loro, i padri costituenti l' hanno pensato per la libertà del parlamentare. Ma non mi pare un punto dirimente. Sui costi della politica ci siamo e abbiamo già lavorato. Sul reddito di cittadinanza abbiamo l' esperienza in Puglia del Red che funziona bene. Io poi, dialogando con loro, gli ho fatto notare i benefici dell' income support inglese. E figuriamoci se su famiglia e impresa non c' è un terreno d' incontro.

Sull' Ue? Si sfonda il deficit?
Il deficit non lo toccherei, siamo un Paese virtuoso. Contrattiamo invece 100 miliardi di investimenti pubblici, 20 all' anno, da tenere fuori dal computo.

Con quale formula il Pd potrebbe stare in un progetto del genere?
Dall' opposizione, con l' appoggio esterno. Senza ministeri, senza poltrone. E con la libertà di dire i nostri «no».Ovviamente bisogna fissare uno scopo, un tempo.

Perché lei pensa che una mossa del genere faccia bene al Pd?
Parliamoci chiaro. M5S esiste perché noi non abbiamo fatto il Pd. Se ci fossimo occupati di poveri, disuguaglianze, periferie, non sarebbe accaduto che un meridionale su due li votasse. Uno su due!
Non il gruppo ultrà del San Nicola di Bari... Poi, se loro vengono e dicono «o così o nulla», è chiaro che non accettiamo. Ma in questa legislatura li ho conosciuti, abbiamo trovato molti punti di incontro su Bes, industria sostenibile, ambiente. Sono capaci di fare compromessi e li faranno perché altrimenti non possono governare.

E nel frattempo il Pd che fine fa?
Si fa un bel Congresso, libero, aperto, inclusivo per far emergere una nuova leadership che ci indicherà poi il nuovo orizzonte.


Leadership che lei immagina lontanissima dal modello Renzi...
Il partito degli amici o dei fan può vincere le partite, non il campionato. Io voglio un Pd inclusivo, com' era nel sogno del Lingotto. E spero che tornino tutti quelli che, sbagliando, se ne sono andati.

Quindi Calenda non sarà il suo candidato?
No, fino a pochi mesi fa lo si accreditava come leader alternativo al Pd, quindi... Le mie istanze le rappresenta benissimo Emiliano.

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