RASSEGNA STAMPA

Investire in istruzione con Erasmus pagati dallo Stato

27.02.2018

Intervista rilasciata a Luca Mazza, pubblicata su Avvenire

È stato uno dei principali artefici dell' inserimento del Bes (Benessere equo e sostenibile), nella programmazione economica dello Stato con 4 indicatori che diventeranno 12 dal Def del 2018.

Ora Francesco Boccia - presidente della commissione Bilancio della Camera, deputato uscente e ricandidato del Pd - annuncia che uno degli impegni per far progredire il Paese sul sentiero dello sviluppo sostenibile riguarda il contrasto alla dispersione scolastica: «Una delle prime proposte che presenterò in Parlamento all' inizio della legislatura riguarda l' opportunità di garantire, con copertura statale, l'erasmus fin dalle scuole superiori a tutti gli studenti interessati».

Partiamo dal Bes, l'inserimento dei primi 4 indicatori può essere considerato un primo passo di un percorso ancora lungo da completare?
È stata una vera innovazione culturale, che nasce con il lavoro straordinario svolto dall'Istat con Enrico Giovannini prima e con Giorgio Alleva poi. Con il passaggio a 12 indicatori dal prossimo Def si entrarà a regime, anche perché faranno ingresso parametri chiave come quello sul consumo di suolo o della dispersione scolastica. Non è stato semplice vincere le resistenze dei 'cultori del Pil', ma possiamo dire di esserci riusciti con i fatti.

Come nasce l'idea della misura sull' Erasmus e quanto costerebbe realizzarla?
Siamo in fondo alla classifica per numero di laureati e dobbiamo necessariamente aumentare la quota di diplomati che poi diventano 'dottori'. Quello sull'erasmus è un intervento che costa circa un miliardo di euro, ma va visto come un investimento in formazione destinato a portare un ritorno certo per il Paese nel mediolungo periodo.

L' ASviS ha segnalato un peggioramento in alcuni campi, tra cui quello delle disuguaglianze, con gap socio-economici che non accennano a ridursi. Con quali interventi si possono ottenere miglioramenti sensibili?
Sicuramente alcuni progressi si possono registrare con misure fiscali specifiche. Penso all'innalzamento a 12mila euro lordi annuali della no tax area e poi garantendo agevolazioni e il massimo delle detrazioni possibile alle famiglie con figli. Un altro importantissimo intervento di welfare, a cui tengo particolarmente, è il riconoscimento dell' indennità di accompagnamento automatica al compimento dei 90 anni, senza dover più dimostrare la necessità di un' assistenza.

Diseguaglianze ci sono anche tra Nord e Sud. Quali devono essere le linee guida di una politica per il Mezzogiorno?
Con un pizzico d'orgoglio si potrebbe dire che al Mezzogiorno va applicato il 'modello Puglia': dal contrasto netto e forte alla criminalità organizzata, alla fibra ultraveloce gratuita in alcune aree strategiche, passando per gli investimenti nella ricerca. Senza dimenticare che sempre in Puglia è stata introdotta con successo una misura come il Red (Reddito di dignità regionale), pensato per le persone maggiormente in difficoltà. 

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