RASSEGNA STAMPA

Salento motore della Puglia. Io in campo per renderlo meno periferico

10.02.2018

Intervista rilasciata a Francesco Gioffredi, pubblicata sul Quotidiano di Lecce

Francesco Boccia, capolista Pd nel plurinominale della Camera Lecce-Francavilla-Nardò-Casarano: le sta stretto l`abito di "candidato del Salento"? «Nella notte della Direzione Pd ho scelto io di rappresentare il Salento per far quadrare gli incastri: un`opportunità, innanzitutto perché il Salento è un fiore all`occhiello della Puglia e del Sud. La percezione del Mezzogiorno varia quando si parla di Puglia, un cambio di racconto che ha avuto grandi protagonisti, tra cui una classe dirigente diversa: altrove hanno fallito, la Puglia no e il Salento ha meriti straordinari. Il cambio di percezione è stato su tutto, tenendo insieme tutte le province e col Salento tra i motori del cambiamento. Io ora voglio rappresentare il Salento, e tutti sanno che in Parlamento non sto con le mani in mano, si è visto in questi anni: la vicenda dei precari, Aqp, le risorse recuperate per il Comune di Lecce facendo squadra con Palese, le risorse per le vittime del disastro ferroviario, le Zes».

Però a Lecce, dopo la sua candidatura "catapultata", è scoppiata la rivolta da parte di una fetta di dirigenti del Pd: non del tutto imprevedibile. «Una reazione comprensibile, ma solo di un pezzo di classe politica. Sono inondato di messaggi dal Salento dopo i miei noti e lunghi anni di rapporti. Mi dispiace ci siano state polemiche, ma come sanno tutti e come ho spiegato a Massa, le dinamiche dell`ultima notte prima delle candidature sono note: nel Pd - che è ancora un partito appunto "democratico" e non è di proprietà di una società di consulenza come il M5s né è preda di bande in stile "Jugoslavia post Tito" come Forza Italia - ci sono congressi ed equilibri interni. Ora spero nell`unità: al partito salentino ho dato la mia disponibilità in tutti i sensi. Poi tutto si può dire, meno che Renzi non abbia fatto le proprie scelte anche sul Salento indicando personalmente Stefano capolista. Ognuno di noi sa quali sono i meccanismi interni in un partito dopo un congresso. Fritz (Massa, ndr) è un militante importante, gli chiedo di darci una mano esattamente come è successo a me di farlo molte altre volte quando non ero contento delle scelte fatte. Siamo una comunità. E delle grandi questioni come Ilva, Tap, Aqp mi occuperò personalmente, facendo emergere gli interessi collettivi e mettendoci come sempre la faccia».

Capitolo Tap, per esempio: anche lei ritiene possibile dirottare l'approdo verso Brindisi? «La posizione di Emiliano è assolutamente alternativa a quella di chi dice "né qui né altrove". Il governatore ha parlato di abbattimento del costo del gas per la Puglia, aggiungo che se fossimo stati ascoltati due anni fa ora non saremmo a questo punto. Poi vorrei sapere oggi qual è la posizione del centrodestra sul Corridoio Est: non vorrei sentire il 5 marzo risposte su una nuova strategia energetica in base alle indicazioni di Putin, perché a quel punto qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di non averci ascoltati su spostamento dell'approdo e investimenti sostenibili da parte del Consorzio».

Il gasdotto è autorizzato e la comunità brindisina alza il muro: così si finisce in un vicolo cieco. «Un gasdotto in un`area industriale è quasi naturale, e lo dico da difensore a prescindere dell`ambiente brindisino e dell`industria brindisina. Basterebbe un provvedimento d`urgenza, se lo condividiamo tutti, imponendo tempi strettissimi. E vanno condannati l`ottusaggine di non mediare quando si poteva e l`approssimazione degli interlocutori prima che subentrasse Snam».

Il Salento richiede peraltro una "filiera istituzionale" più stretta, anche per superare molti gap. «Il Salento ha guadagnato in centralità, ma resta periferico in materia di trasporti: la battaglia sul Frecciarossa è stata simbolica e da lì bisogna ripartire. Spetta a noi essere in prima linea: questa legge elettorale crea un maggior legame con i cittadini, che ci chiederanno conto. E vorrei che molti temi venissero fuori: la visione della mobilità sostenibile di Carlo Salvemini a Lecce, o il nodo degli stabilimenti balneari. Su questo la Regione ha fatto un ottimo lavoro, l`obbligo di rimuovere le strutture era incomprensibile, e proprio con l`ultima legge di bilancio sono stato i promotori di un congelamento della direttiva Bolkestein».

Capitolo Sud: gli strumenti ci sono, il governo ha provato ad accelerare, lei vorrebbe un intervento straordinario più pronunciato? E le politiche nazionali "potenziate", come le decontribuzioni, meritano un replay? «Questa legislatura ha alcuni meriti: bene il Patti, male non aver ridotto i programmi nazionali che concentrano risorse nei ministeri. Undici programmi nazionali sono fuori luogo, così come i 22 regionali. E poi rivendico i risultati economici: nel 2013 siamo partiti con una previsione sul pil del -2,8%, ora siamo a +1,6%. Chi vuol contestare questi dati deve dirmi il perché. E anche il trend della disoccupazione è in discesa. Quanto al Mezzogiorno, "Resto al Sud" sta funzionando, ma le decontribuzioni devono diventare strutturali e piene, e senza finanziare indirettamente il Nord».

Anche lei pensa, come Emiliano, che Renzi il 5 marzo dovrebbe farsi da parte? «Michele dice solo che se il Pd fa la sinistra scompare il M5s. In questi giorni Renzi sta rimarcando molto i temi che ci stanno a cuore: ora dobbiamo lavorare insieme per vincere. Ed è bene sottolineare una cosa: si tolgano tutti dalla testa possibili alleanze con questa destra fascista, parte di una coalizione in cui Forza Italia non si capisce cos`è. Di certo chi difende condoni e flat tax è nemico degli italiani».

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