RASSEGNA STAMPA

Al Sud la Sanremo delle 100 start up

22.06.2017

Intervista rilasciata a Rosaria Amato, pubblicata su Repubblica 

IL CASO/ IN PUGLIA PARTE DIGITHON, RASSEGNA PER GIOVANI IMPRENDITORI DIGITALI, PROMOSSA DAL PARLAMENTARE DEMOCRATICO ROMA. Cento start-up alla ricerca di un investitore, oltre 350 giovani che tra venerdì e sabato alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie presenteranno i loro progetti ad analisti, imprenditori e finanziatori. È la seconda edizione di DigithOn, che dopo un prologo nel 2015 è entrata l'anno scorso a pieno ritmo. Arrivano i primi risultati come Scooterino, una app per chi cerca e offre passaggi in moto. Un' opportunità per il Mezzogiorno, ma non solo, spiega Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e dell' associazione DigithOn, che ha proprio voluto lì, alle Vecchie Segherie, luogo di «produzione, di sudore e ultimamente centro culturale grazie alla lungimiranza dei proprietari ».

Quali aziende incontreranno questi giovani aspiranti imprenditori?
«Aziende internazionali come Cisco, Facebook, ma anche nazionali come Telecom. La nostra aspirazione è quella di permettere a DigithOn di diventare una Sanremo delle start-up, e infatti oltre alla commissione di esperti a selezionare e premiare i progetti sarà il pubblico. La maratona di presentazione dei progetti può essere seguita da casa in streaming e chiunque iscrivendosi alla nostra piattaforma può votare »

Quanti di queste cento aspiranti imprese vedranno la luce? Cosa c'è in palio?
«C' è un primo premio di 10.000 euro, assegnato da Confindustria Bari che partecipa all' organizzazione di DigithOn, un secondo di 7.000 euro, e poi, Italo paga un anno di spostamenti in treno al terzo classificato.
Due progetti vengono poi scelti da Cisco e Telecom e da loro accompagnati verso lo sviluppo».

Cosa ne è stato dei vincitori dell' anno scorso?
«Una delle due start-up premiate, Au-lab, che prevede percorsi didattici di accompagnamento per lo sviluppo d' impresa per i ragazzi delle scuole secondarie superiori, sarà insieme a noi con 17 ragazzi dai 16 a 18 anni che a loro volta presenteranno le loro idee. Facendo sempre il paragone con Sanremo, è come se fossero le giovani promesse»

Gli aspiranti start-upper da dove vengono?
«Solo il 55% viene dal Sud, nonostante la nostra idea iniziale fosse quella di promuovere un progetto di sviluppo per il Mezzogiorno. Circa il 20% arriva dal Nord, gli altri da Centro e Isole»


È difficile lanciare una start-up, al Sud lo è ancora di più.
«Noi vorremmo dare loro l' opportunità di presentarsi al mondo, anziché andare in giro a bussare di qua e di là con la valigia di cartone, magari dall' altra parte del mondo. La mia tesi è che iniziative di questo tipo dovrebbero esserci in tutte le regioni».


Però poi non in tutte le regioni c'è il terreno adatto allo sviluppo di un'impresa.
«È il nodo vero. L'unica certezza che abbiamo di fronte è che il Paese ha una generazione digitale che ha dai 17 ai 23 anni, e che ha tutti i numeri per giocarsela alla pari con i coetanei degli Stati Uniti. Bisogna fare qualcosa per loro, anche attraverso società come Invitalia».

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