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Stop anarchia nel PD, grave errore minaccia crisi di governo e richiesta incontro a Mattarella

06.04.2017

Le decisioni che incidono sul governo vanno prese con la condivisione dei tre candidati a primarie

“Da qui al 7 maggio nessuno di noi può autoproclamarsi rappresentante di un grande comunità democratica né può pensare di interpretare il sentimento collettivo del PD. Ci sono 3 candidati alle primarie con tesi alternative e che gli elettori italiani di centrosinistra hanno il diritto di conoscere fino in fondo.

Aver minacciato la crisi, come fatto nelle scorse ore da alcuni sostenitori della mozione Renzi o, addirittura, aver fatto passare sugli organi di stampa un irrituale incontro con il Presidente della Repubblica non fanno che danneggiare il PD e rischiano di far riemergere la sindrome del 4 dicembre, che stavolta può riguardare tutti noi, nessuno escluso. La vicenda accaduta al Senato è figlia delle modalità di gestione del rapporto tra i gruppi parlamentari di maggioranza. Sulla legge elettorale è opportuno che i sostenitori di Renzi alle primarie facciano chiarezza su alcuni punti fermi, così come fa la mozione Emiliano: cancellazione dei capilista bloccati e coalizioni da costruire prima del voto, non dopo, attraverso un premio di maggioranza alla coalizione.

Per la mozione Emiliano la proposta è chiara, anche la proposta Orlando appare altrettanto chiara, le ambiguità della mozione Renzi sulla legge elettorale, invece, vanno sciolte il prima possibile, mi auguro di ascoltare parole chiare già all’assemblea di domenica”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e sostenitore di Michele Emiliano al congresso.

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